“Quel giugno del 1940, quando ci fecero schierare in quel campo coltivato a cipolle, tra il mantovano e il cremonese, per metterci in moto subito dopo la dichiarazione di guerra pronunciata qualche giorno prima dal Duce, non avremmo mai pensato che gli effluvi della coltivazione fossero premonitrici di lacrime amare che ci avrebbero accompagnati per oltre un lustro di sacrifici e sofferenze! “

Così  era solito iniziare a raccontare i propri  ricordi di giovane soldato, mio padre, Bernardo Alessio Teston (°), classe 1919, Bersagliere con la “B” maiuscola del 9° Reggimento bersaglieri.

Io, suo primogenito, insieme a mio fratello Luciano, anch’egli bersagliere, abbiamo raccolto la sua testimonianza ed i ricordi d’una guerra vista da chi l’ha combattuta, che inizia con l’arrivo della “cartolina”,  la visita medica al distretto di Treviso, il successivo arruolamento al 9° bersaglieri, la partenza per il fronte francese ed il successivo invio in Africa.

“Non eravamo pronti per la guerra, partimmo, dopo il pianto nel campo di cipolle, per il “Piccolo S.Bernardo”, a circa 3000 metri di quota con un equipaggiamento poco più che estivo,  gli scarponi che si scioglievano al gelo ed un moschetto che faceva rabbrividire; di fronte i francesi , diventati nostri nemici, molto meglio equipaggiati ed armati. Penso che a salvarci da questa disdicevole situazione fu la resa della Francia ai tedeschi”

Il 9° bersaglieri venne poi impiegato nella guerra in Libia: i ricordi di mio padre sono noti a molti paesani di San Quirino poiché non mancava mai occasione per raccontare le vicissitudini, anche gloriose, di quell’esercito “sbattuto” in Africa, poco organizzato e con scarsi  mezzi, tant’è che la salute di molti superstiti  risultò  seriamente compromessa anche dopo il termine del conflitto.

Nei suoi racconti/ricordi non mancano le gioie per le vittorie e per gli atti valorosi compiuti; anche mio padre non fu da meno, gli fu concessa  una “croce al valor militare” per un particolare gesto di coraggio a Bardia, dopo la conquista di Tobruch.

Mio padre ricordava spesso anche la disfatta di El Alamein, la seconda ed ultima ritirata di circa 3000 Km, percorsa quasi tutta a piedi e conclusasi a Tunisi con la cattura e la lunga prigionia in Scozia, nel villaggio di Kilmarnock;  tre anni di lavoro presso le Farms di esuli bolognesi/emiliani che avevano rifiutato il regime che governava la loro Patria.

Di questo periodo di prigionia serbava un buon ricordo e ne parlava volentieri, sottolineando sempre e soprattutto il trattamento umano ricevuto; qui imparò l’inglese ed il dialetto scozzese ed ebbe anche modo di fare amicizia con molti residenti e compagni di prigionia, molti dei quali bersaglieri con cui aveva condiviso le vicissitudini belliche.

Spesso citava alcuni di loro con i quali ebbe modo di mantenersi in contatto ed incontrarsi anche in vecchiaia: ricordo il bersagliere Vignoni di Castelfidardo che fu ospite a casa nostra e che contraccambiò l’ospitalità.

Nei suoi racconti l’orgoglio bersaglieresco era sempre tangibile e spesso  citava Rommel per gli elogi rivolti ai valorosi bersaglieri italiani, così come non mancava mai un pensiero particolare per la sua “Bianchi”, la moto della quale era orgoglioso.

Il caso volle che io avessi avuto modo di incontrare,per lavoro,un inglese che aveva vissuto per molti anni proprio a Kilmarnock e conosceva persone che anche mio padre aveva  incontrato durante il periodo di prigionia; naturalmente, insieme passarono molte serate a ricordare.

“Fiamma Cremisi” era la rivista al quale era abbonato; passava intere giornate a leggerla e rileggerla e non c’era nulla che lo potesse distrarre.

Quando sentiva gli squilli di tromba dell’inno dei Bersaglieri, in qualche programma televisivo o in qualche ricorrenza, sulle note cantava ………gli animosi bersaglieri…. .

Anche in età avanzata, quando corroso da un male incurabile e sedato dalla morfina, nel suo delirare  riviveva più volte le battaglie, le sortite, le urla, le paure, le gioie, i pianti, i canti, i lamenti,  gli spari   ….  era il gennaio 1994.

Di mio padre ricordo tant’altro, ma soprattutto la sua figura, oltre che bersagliere, di esemplare  educatore e consigliere che, insieme a mia madre, crebbero con amore i loro cinque figli.

Bersaglieri Orlando e Luciano TESTON,… figli di bersagliere !

(°) Alessio Bernardo TESTON, di Vito e Sala Elisa, da Roncade (TV), classe 1919, bersagliere del 9° Rgt. bers.

th_beragiere Teston 2CROCE DI GUERRA AL VM : ” Inseguiva prontamente col suo autocarro e relativo conducente due aviatori che, con automezzo, tentavano la fuga. Raggiunti e sorpassati, intimava loro la resa senza alcun risultato anche dopo aver fatto uso del moschetto. Fatto allora bloccare improvvisamente il proprio autocarro, provocava l’arresto per collisione della macchina inseguita e la conseguente cattura dei fuggiaschi.” Bardia (A. S. ) – 11 ottobre 1942