E’ stato inaugurato domenica 15 ottobre 2017 a Cimadolmo (Tv)  a ricordo dell’ultimo scontro a fuoco avvenuto tra le truppe Anglo-Italiane e gli Austro-Ungarici.

Da un’idea nata nel 2016 durante il Pellegrinaggio internazionale al Piave organizzato dalla Sezione di Vazzola, con la collaborazione delle Associazioni dei Fanti, Paracadutisti e Bersaglieri e il coinvolgimento di tutte le Assoociazioni d’Arma del territorio, si è dato vita non ad un monumento, ma a un tangibile ricordo di un fatto d’arme che vide  il 27 ottobre 1918 l’Esercito italiano e le truppe alleate travolgere le difese austroungariche a Cimadolmo. L’ultima battaglia si chiamò e si affermò nella storia come “La Battaglia di Vittorio Veneto”, in realtà venne combattuta con sacrificio e tenacia nel comprensorio dei comuni di Cimadolmo, Ormelle, Mareno, Vazzola e altre località limitrofe.


Il Cippo, è un gruppo scultore in ferro battuto composto da tre figure stilizzate alte 160 cm raffiguranti un fante britannico a sinistra, un fante italiano al centro e un bersagliere a destra: essi rappresentano le formazioni militari che attraversarono la Piave rispettivamente ad ovest di Cimadolmo (prima colonna di britannici), al centro del paese (la seconda colonna composta da Fanti italiani) e ad est (il 13° Rgt bersaglieri composto da “Ragazzi del 99” che l’anno prima avevano fermato l’avanzata austriaca nella zona del Molino della Sega dove ebbero il battesimo del fuoco). Al basamento sono state date le sembianze di “argine” e le sagome dei soldati sono rivolte verso l’esatta direzione di provenienza 100 anni fa; alla base della rampa vi è una piccola vasca con estremità di misure diverse a simboleggiare il Piave (sorgente e foce) con dentro dei sassi piatti, ma senza acqua perché in quei giorni il livello del Fiume era basso permettendo così alle truppe attaccanti un guado più facile. Ma sono tanti altri i simboli attorno al Cippo, come il cipresso a simboleggiare la Rimembranza, o la ringhiera stilizzata come “i cavalli di frisia”  o nello zoccolo in calcestruzzo sono realizzati dei tagli che riprendono il disegno di una trincea; a nord sono posizionate due aste per le bandiere, una della Union Jack e il Tricolore.
Il raduno ha visto la partecipazione di tutte le Associazioni d’Arma del territorio, alcune  provenienti anche dal Friuli Venezia Giulia e dalla Lombardia. Un corteo lunghissimo con quasi 3000 persone, tra cui molti figuranti italiani e britannici, con due complessi musicali e due nostre fanfare bersaglieri, quella di Jesolo e Ceggia; molti i giornali e le tv locali accreditate. 
Sarebbe praticamente impossibile nominare tutti, dalle autorità straniere con in testa il Console inglese a quelle italiane dei tanti amministratori locali, provinciali e della Regione Veneto. Come non lodare, infine, il settore cremisi del corteo proveniente da tutta la Regione, veramente imponente.
Ho avuto l’onore di fare lo speaker di questa importante manifestazione e mi si consenta un plauso allo staff del Presidente provinciale ANB Cecchetto e a Antonino Antoniazzi che, neo eletto Consigliere nazionale solo poche ore prima, ha pianificato magistralmente questo evento che restituisce al Comune di Cimadolmo un pezzo di storia che gli appartiene, seppur con molto ritardo.

Il Presidente ANB Regione Veneto
Bers. Antonio Bozzo