CAPORETTO E IL FRIULI VENEZIA GIULIA – RICORDARE LA STORIA

Già martoriata da oltre due anni di guerra, la terra e le genti del fvg subiscono un ulteriore martirio con le tragedie conseguenti la ritirata di Caporetto. Si combatte in ogni luogo per ritardare l’avanzata nemica e consentire il ripiegamento dei reparti necessari per riorganizzare la difesa sul Piave. A cento anni da quei giorni, in ogni paese del Friuli Venezia Giulia si rievocano e si rileggono quelle pagine di puro eroismo dove, accanto ai tanti Reparti che si sono immolati per la salvezza della Patria, ci sono migliaia e migliaia di cittadini , intere popolazioni che hanno combattuto e sofferto al loro fianco.   Di seguito, solo per esempio, la breve cronaca di due di questi innumerevoli ricordi.

 

 “LA BATTAGLIA DEL TAGLIAMENTO”

Il Fatto – Il 1° novembre 1917 il Regio Esercito italiano era in ritirata inseguito dall’Imperial Regio Esercito austro-ungarico e il Deutsches Heer. Mentre i reparti oltrepassavano il Tagliamento all’altezza del ponte di Pinzano, alcune unità della Brigata “Bologna” (5000 uomini) si schieravano  sulla sponda sinistra del fiume per frenare l’avanzata nemica. L’episodio rappresenta l’ultimo atto di difesa del Tagliamento da parte degli italiani che permise di ritardare di qualche giorno l’offensiva nemica dando così tempo ai reparti di raggiungere il  Piave. Quando fu dato l’ordine di abbattere il ponte, quegli uomini restarono aldilà e furono o trucidati (400) o fatti prigionieri.
Il Ricordo – nella serata del 1° novembre 2017 due suggestive fiaccolate, con al seguito una moltitudine di cittadini, sono partite rispettivamente dalle piazze di Dignano (Pn) e di Ragogna (Ud) per incontrarsi sul ponte  che fu al centro della “battaglia del Tagliamento”. In testa i rispettivi Sindaci, Emanuele Fabris e Alma Concil, con i loro Gonfaloni. Tutti  i luoghi intorno erano illuminati da potenti fari mentre una grande bandiera tricolore posta sulla vicina collina faceva da  sfondo all’evento. Dopo gli interventi dei due Sindaci e del Sindaco dei ragazzi, il professor Marco Pascoli, storico e assessore del comune di Ragogna, ha rievocato  il fatto d’arme svoltosi in quel luogo. A conclusione, sempre in una atmosfera di grande commozione, al cospetto di un picchetto in uniforme d’epoca hanno fatto seguito la benedizione solenne e gli onori ai Caduti r con il lancio di una corona nel sottostante fiume Tagliamento .

“LA BATTAGLIA DI PRADIS”

Il Fatto – Il 6 novembre di cento anni fa si ricorda anche  la “Battaglia di Pradis (PN)”  dove  le Divisioni della Carnia, nel disperato tentativo di aprirsi una via per raggiungere il Piave,si scontrarono  con la Deutsche  Jager  Division. Nei combattimenti fra Pielungo, Forno, Cuel d’Orton e Pradis, località dei comuni pordenonesi di Clauzetto e Vito d’Asio, caddero oltre 300 giovani che, nel 1920, trovarono riposo nel cimitero di guerra di Pradis, luogo che ancora oggi rappresenta un forte valore simbolico per le Comunità delle Prealpi Carniche. Da ricordare, anche, nei pressi di quei luoghi, nella notte tra il 4 e 5 novembre, in località bivio dell’Agnul, sopra l’abitato di Meduno (Pn), sempre per frenare l’avanzata nemica,  un plotone di oltre 40 bersaglieri del 58° battaglione si immolò ed i loro corpi furono pietosamente raccolti dagli abitanti del posto.

Il Ricordo – I due Comuni hanno voluto ricordare il sacrificio di quei giovani t promuoverne il valore della Pace tra i popoli, coinvolgendo le giovani generazioni  che di quel bene dovranno essere i futuri custodi. Dopo la cerimonia dell’alzabandiera, durante la quale sono state issate le Bandiere austriaca, tedesca e italiana al suono dei rispettivi Inni Nazionali, è stata deposta una corona d’alloro al cippo che ricorda il triste evento mentre un picchetto della Brigata alpina “Julia” rendeva gli onori. A seguire, gli studenti  degli Istituti di Travesio,  Majano e Forgaria, hanno letto i nomi di quei caduti  (54 Italiani  e 48 Tedeschi noti, gli altri sconosciuti)  deponendo poi per ogni cippo un fiore. Alla cerimonia ha partecipato anche una Delegazione della Deutsche Jager Division, oltre a Sindaci dei Comuni interessati e varie Autorità civili, militari e religiose.

I Bersaglieri della Provincia di Pordenone hanno partecipato alle cerimonie con viva passione, ben organizzate e foriere di forti emozioni che hanno contribuito rinverdire in tutti i sentimenti più nobili che ci tramandano i nostri Eroi.